"Conosciamoci"


Ciao e benvenut*!



Questa dovrebbe essere una biografia di presentazione. Chi mi conosce sa che non amo gli approcci convenzionali, soprattutto quando si parla di esseri umani. Chi si relaziona con me sa che non amo apparenze e formalità, ed è mio dovere mettere al corrente anche voi.


La nostra verità e la nostra essenza sono al di là della professione, degli attestati e dei riconoscimenti. Questo è quello che facciamo, non quello che siamo. La provenienza di ognuno di noi, l'età, è una condizione che non abbiamo scelto e non ci definisce. Non si tratta di rinnegare origini e radici o sminuire attestati e meriti, ma di non farli diventare fattori determinanti. Siamo esseri mutevoli, ogni giorno, ogni anno, durante tutto il nostro percorso di vita, cambiamo. 

La nostra verità si trova in uno spazio spesso inesplorato, un punto preciso dentro di noi, nascosto sotto cumuli di doveri e attaccamenti di ogni genere. Sotto questo polverone esiste uno luogo apparentemente silenzioso, ma in realtà, una volta raggiunto, è come un'epifania e ben presto diventa rifugio, casa, guida che non muta mai ed emergerà sempre nonostante le circostanze e i nostri sforzi nel metterlo a tacere. Quella è la nostra essenza, chi siamo veramente. Lì non esiste menzogna ma solo verità. Lì è tutto chiaro e semplice.


Potrei dire :
Sono Erika, insegnante di Hatha Yoga Himalayano. Spinta dalla passione per il viaggio, ho appreso questi autentici insegnamenti direttamente in India da un maestro appartenente ad un antico lignaggio di Yogi. Sono una persona curiosa, introspettiva, riflessiva, gioiosa, insicura, umana, solare, emotiva, forte. 


Questo dovrebbe bastare a definirmi e creare fiducia nel lettore.
Mi trovo in disaccordo, inoltre noterete sicuramente delle incongruenze. Come può una persona insicura essere allo stesso tempo anche forte? Come può una persona solare essere anche introspettiva? La parolina magica è "consapevolezza". È necessario diventare consapevoli del fatto che tutta la gamma di emozioni negative e positive appartengono a tutti gli esseri umani e né quelle positive né quelle negative vanno estremizzate o demonizzate. Vanno semplicemente riconosciute e accettate.  Capirete che la scelta di questi aggettivi è limitante.


A questo punto, il discorso sfiora altri preziosi concetti della filosofia yogica: l'identificazione e l' attaccamento, l'equilibrio e l'ego. Lo yoga insegna a non identificarci con le emozioni, a riconoscerle attraverso l'ascolto e l'osservazione di sé, quindi a diventarne consapevoli, accettare che esistano e non farsi definire da esse perché anche loro sono mutevoli e passeggere. Esistono dentro di noi e ogni tanto si danno il cambio turno, come il personale infermieristico di un ospedale. Come l'inverno lascia spazio alla primavera, come il sole lascia spazio alla luna.

Erika, ma allora il concetto di equilibrio è utopico? Sì, se abbiamo l'idea che l'equilibrio sia uno stato perpetuo e immutabile del nostro animo. Se per equilibrio invece intendiamo destreggiarsi con maestria nella vita quotidiana senza picchi emotivi, è uno stato che si può raggiungere. 

Per questo è molto difficile per me scrivere una biografia. Tradotto in parole yogiche significherebbe identificarmi con l'ego, attaccandomi a uno scopo, quello di farmi conoscere, come se fosse la definizione ultima di un definitivo equilibrio. È impossibile. Però possiamo viverci e farci compagnia in questo meraviglioso viaggio.

"Non siamo una fotografia da incorniciare , non siamo un prodotto da esporre in vetrina,siamo vivi."


Ti sorrido, con gli occhi e con il cuore .
A presto.


Erika 🌸


                                         


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